3.21.2011

Perché diciamo NO al bilancio della sinistra

Dopo anni di violenta burrasca dovuta alla crisi finanziaria, mentre si intravede finalmente la fine del tunnel, possiamo affermare senza paura di smentite che la politica intransigente del governo italiano ha permesso la messa in sicurezza dei conti pubblici.
Nel frattempo i segnali di ripresa si fanno sempre più chiari:
  • nei primi due mesi del 2011 si è avuta una crescita del PIL dell’1.3% (un terzo in più della previsione) e le stime per l’anno in corso sono al rialzo fino al 2%;
  • la produzione industriale segna un +1% da dicembre: il gap con i dati di prima della crisi è così colmato per una buona metà, e se le stime di Confindustria saranno esatte entro l’anno sarà ulteriormente ridotto fino a raggiungere quasi i livelli pre-crisi;
  • gli ordinativi sono in costante crescita;
  • si attende a breve da parte di Tremonti la presentazione all’UE del piano per la crescita, una sana “frustata” all’economia da attuare anche attraverso la convocazione degli “stati generali” con imprese e sindacati.
Come noto, la crisi ha toccato in maniera significativa la nostra Toscana.
Il declino della nostra regione è una delle maggiori preoccupazioni del governatore Rossi. L’amore per la nostra terra ci fa augurare che lo spettro del declino possa ancora essere scongiurato, ma vista la miopia amministrativa della sinistra a tutti i livelli di governo, ci resta ben poca fiducia. In materia di infrastrutture e di sostegno alle imprese, infatti, le scelte ideologicamente ottuse del passato ci hanno consegnato una regione incapace di affrontare la crisi in modo anche minimamente incisivo.

Passando alle questioni più strettamente territoriali, va detto che il bilancio comunale su cui siamo stati chiamati a esprimerci è stato uno degli ultimi prima dell’entrata in vigore a pieno regime del federalismo municipale, previsto per il 2014. Si tratta di un’ambiziosa riforma, che responsabilizzerà finalmente i governi degli enti locali. Avremo modo di tornarci, nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda l’esame del bilancio di previsione 2011, da parte del gruppo del Popolo della Libertà sono emerse numerose riserve, per le ragioni seguenti:

  1. abbiamo rilevato, pur all’interno di un impianto che mantiene dignitosi livelli di protezione sociale, l’insufficienza di fondi assegnati alle famiglie in difficoltà, in costante aumento a causa dei contraccolpi della crisi. Sul lato del necessario rilancio della crescita, ci siamo trovati di fronte a una scarsa (o meglio, inesistente) progettualità per il sostegno alle attività produttive: da parte del nostro gruppo sono stati presentati quattro emendamenti per correggere questi errori, e tutti sono stati respinti dalla maggioranza con la motivazione della scarsa disponibilità economica dell’ente: si tratta evidentemente di scuse, dato che negli stessi emendamenti avevamo indicato precisamente dove recuperare i fondi;
  2. un’altra macroscopica criticità riguarda la filosofia con cui l’amministrazione sta affrontando il tema delicato degli investimenti. Sappiamo benissimo che il patto di stabilità impedisce una significativa esposizione finanziaria, riteniamo però che l’utilizzo di canali alternativi quali il project financing avrebbe potuto costituire un volano per la realizzazione di alcune opere assolutamente necessarie: prendiamo come esempio la scarsa attenzione che viene dedicata nei fatti al distretto del camper, così difeso a parole dall’amministrazione e al quale non viene riservata alcuna tangibile risorsa. Noi crediamo che attraverso azioni di partenariato con i privati si potrebbe sviluppare un rapporto stretto tra il territorio e la sua principale attività economica, anche attraverso la costruzione di aree attrezzate finalmente qualificate, che diventino un marchio di fabbrica di Poggibonsi come patria del camper. Un’altra possibilità che potrebbe veder interessate aziende tecnologicamente avanzate del nostro territorio (molto spesso da poggibonsesi si ignora l’esistenza di aziende all’avanguardia a livello nazionale ed europeo) e al tempo stesso determinare notevoli possibilità di risparmio energetico risiede nello sviluppo di un project financing legato alle energie rinnovabili. Parliamo di strade già percorse da altri comuni negli ultimi anni, che prevedono l’installazione di pannelli fotovoltaici in tutti gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, collegando così i benefici economici a un progetto didattico incentrato sull’ecologia
  3. In occasione della discussione sul bilancio 2011 non abbiamo presentato la nostra proposta di diminuzione degli oneri di urbanizzazione, già respinta l’anno passato dalla sinistra e che verosimilmente sarebbe andata incontro allo stesso destino. Le pessimistiche stime in tema di urbanizzazione per l’anno a venire (che noi ci auguriamo e siamo convinti saranno smentite dai fatti) ci convincono però ancor di più della correttezza della nostra convinzione. Ci riserviamo comunque di ritornare sull’argomento perché convinti possa divenire uno stimolo positivo per la crescita di Poggibonsi.
In ragione di quanto sopra esposto, pur considerati gli sforzi dell’amministrazione nel mantenere in ordine i conti dell’ente, il nostro voto sul bilancio è stato decisamente contrario.

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