Dopo le ridicole accuse a cui siamo stati sottoposti da un PD sempre più innervosito dal riscontro popolare della nostra campagna elettorale, crediamo sia doverosa una risposta che entri nel merito delle questioni sollevate riguardo alla presunta incoerenza del nostro Programma con l'attività del governo Berlusconi.Senza perdersi in inutili fronzoli e sgombrando il campo dagli equivoci, diciamo subito che nessuno nega la crisi economica mondiale in cui tutti siamo coinvolti: tale situazione, anzi, era stata predetta con largo anticipo dal ministro Tremonti, che da mesi lavora per scongiurarne gli effetti più devastanti. L'ottimismo che il Presidente Berlusconi si è incaricato, con grande senso di responsabilità, di diffondere attraverso i suoi discorsi al Paese, non serve a negare i problemi, bensì a cercare di superarli: l'Italia ha un sistema economico in grado di reggere il colpo e di ripartire con vigore, ma questo sarà possibile solo quando la maggioranza degl'italiani supererà le ansie e i timori, comprendendo che l'intelaiatura del Paese è solida e affidabile.
Ottimismo non significa però indifferenza ai problemi creatisi, infatti l'attività del Governo è da mesi improntata a fornire risposte concrete alla crisi economica.
Ricapitoliamo brevemente i principali interventi (ma se ne potrebbero citare decine, per un elenco dettagliato basta visitare www.governoberlusconi.it):
- blocco dei tassi sui mutui per l'acquisto della prima casa;
- agevolazioni fiscali alle imprese;
- detassazione dei premi produzione per i lavoratori;
- bonus familiari, ovvero soldi veri (tra 200 e 1.000 euro) per famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati;
- social card, una carta di credito con 120 euro iniziali più 40 euro mensili per combattere l'indigenza;
- abolizione dell'ICI sulla prima casa e sugli immobili ad essa equiparati (alcuni comuni vicini hanno equiparato alla prima casa anche gli immobili dati in uso gratuito ai familiari: a Poggibonsi questo non è stato possibile per colpa del rifiuto della sinistra);
- sconto, per i redditi più bassi, sul consumo dell'energia elettrica (presto anche sul gas metano).
Vogliamo invece parlare di come il PD ha affrontato gli aspetti economici a livello di governo centrale (con la disastrosa parentesi del governo Prodi) o negli enti locali (nelle regioni rosse)?
Il sistema della sinistra è sempre lo stesso da decenni: l'immortale “tassa e spendi”, col quale il PCI-PDS-DS-PD da sempre foraggia le proprie clientele perpetuando il potere.
L'abolizione dell'ICI è infatti la misura più contestata, nonostante il governo abbia restituito ai comuni il gettito mancante: ci si attacca a poche migliaia di euro che forse mancheranno all'appello a fine anno, ma intanto si spendono milioni per opere brutte e inutili come il sottopasso di Largo Gramsci invece di destinarli al sociale: dove sta la coerenza, signora Coccheri?
Si straparla di aiuti alle famiglie in difficoltà, ma in concreto dopo le elezioni ci vedremo recapitare una nuova tassa ora ferma per motivi elettorali, quella per il Consorzio di Bonifica, avallata dall'amministrazione di sinistra e già abolita in molti comuni dopo varie sentenze della Cassazione: chi pensa davvero ad aiutare i ceti deboli, cari “democratici”?
Dell'esonero dal pagamento dell'ICI hanno usufruito tutti i proprietari di immobili, molti anche a Poggibonsi si sono avvalsi dei vari bonus sociali, della carta acquisti e dello sconto sull'energia elettrica: il nostro programma di sostegno ai redditi più bassi è quindi assolutamente coerente con l'attività del governo Berlusconi, fatta di solide realtà (lo sanno bene gli abitanti di Napoli, ripuliti dai rifiuti con interventi rapidi ed efficaci, o i terremotati dell'Abruzzo, che hanno avuto da subito l'appoggio totale delle istituzioni) e di attenzione ai reali bisogni del popolo senza che nessuna mano ulteriore sia messa nelle tasche degli italiani, nonostante la ristrettezza delle risorse a disposizione.
Con la calunnia si ottengono risultati modesti: sarà così per Franceschini, che per la sua campagna elettorale non ha saputo trovare di meglio che ricorrere a subdole insinuazioni sulla vita privata del premier e a presunte promesse disattese (quella sul bollo auto, che il governo si era incaricato di abolire solo se ci fossero state risorse a disposizione: altrimenti che senso ha sostituire una tassa con un'altra?).
Ci auguriamo che anche i poggibonsesi riconoscano la serietà di chi vive coi piedi per terra e ha smesso di credere alle favole, e si uniscano alla maggioranza degli italiani nell'appoggio al Popolo della Libertà.
Lucia Cervigni
Lapo Lanfredini
Tommaso Lorenzi
Gianni Martinucci
Alessandro Spatafora
(candidati PDL al consiglio comunale)





